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Dal Blog Area Pro labour de ilfattoquotidiano.it, curato dallo Studio: Coronavirus, per i lavoratori ‘invisibili’ la sorveglianza sanitaria va ripensata in ottica globale, 4 novembre 2020

Le tecnologie innovative e l’informatica hanno senz’altro giovato all’essere umano, l’homo faber, per migliorare alcune attività lavorative, produttive e di servizi, e per certi versi anche per migliorare la sua qualità della vita; non vanno - quindi – demonizzate ma utilizzate a servizio dell’Uomo.

L’esistenza umana e il lavoro dell’uomo, però - e specie con il pesante impatto del Covid - non vanno più in scena “in presenza” ma bisogna in molti casi cercarli “in remoto”. Non siamo più visibili, dobbiamo ‘navigare nel virtuale’ se vogliamo mantenere una certa socialità (per così dire) senza neanche sfiorarci con una mano o guardarci negli occhi.

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Privacy ed emergenza sanitaria: il datore di lavoro non può rendere nota l’identità di un dipendente covid-positivo, di Maria Elena Iafolla, 8 ottobre 2020

La comunicazione di informazioni relative alla salute dei propri dipendenti può avvenire esclusivamente qualora ciò sia previsto da disposizioni normative o disposto dalle autorità competenti. Ne deriva che il datore di lavoro non può rivelare l’identità di un dipendente che abbia contratto il virus, se non alle autorità sanitarie competenti per l’attivazione tempestiva delle misure di profilassi.

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Mobbing e straining: comprendiamo meglio questi fenomeni e come affrontarli sul piano psicologico e legale - Evento webinar 10 settembre 2020, ore 13,00

Annalisa Rosiello interviene al webinar organizzato da Secretary - un network di assistenti di direzione - per parlare dei fenomeni del mobbing e dello straining e di come affrontarli tempestivamente affinché chi lavora possa evitare di compromettere la professionalità, la salute e gli altri diritti fondamentali (dignità in primis).

Scarica qui la locandina dell'evento.

Dal Blog Area Pro labour de ilfattoquotidiano.it, curato dallo Studio: Fondi per la formazione, impiegarli in maniera etica è utile soprattutto per i lavoratori più fragili, 24 giugno 2020

Di Barbara Pigoli *

La recente crisi sanitaria Covid-19 si sta purtroppo trasformando in crisi occupazionale (al 21 maggio sono già 7,7milioni i lavoratori coinvolti in richieste di Cig). In queste condizioni, come può la “formazione finanziata” contribuire al mantenimento e al miglioramento del lavoro? La Legge 388/2000, e gli accordi interconfederali e triangolari che hanno accompagnato la norma istitutiva dei Fondi Interprofessionali, indicano quale fine della spesa dei Fondi per la formazione l’occupabilità dei lavoratori e la competitività delle imprese.

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Dal Blog Area Pro labour de ilfattoquotidiano.it, curato dallo Studio: Smartworking, non basta spostare l’ufficio a casa. Bisogna puntare alla produttività, 22 maggio 2020

Di Barbara Pigoli *

Anche il recente Dpcm del 26 Aprile promuove il massimo utilizzo di modalità di lavoro “agile”, laddove possibile.

Le organizzazioni devono imparare a misurarsi con lo smart working, con l’orario di lavoro flessibile o con il telelavoro, senza perdere in produttività ed efficienza.

Mentre la digital transformation non è un progetto, ma è un avvicinamento continuo ad una tecnologia che si evolve, fare “smart working” significa imparare a lavorare per progetti, e introdurre strumenti condivisi per la pianificazione aziendale.

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Dal Blog Area Pro labour de ilfattoquotidiano.it, curato dallo Studio: Fase 2, si torna in ufficio: per farlo in sicurezza ci vuole un approccio sistemico, 20 maggio 2020

di Luca Brusamolino* e Francesco Sani **

Attenzione, per centinaia di migliaia di lavoratori il grande esperimento collettivo di remote working è finito e per molti è realtà il ritorno in ufficio. Non sarà proprio come un rientro dalle ferie, così è lecito chiedersi se le aziende si stanno già organizzando per ospitare nuovamente i dipendenti in sede.

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“Riaprire gli asili a giugno con le dovute precauzioni aiuterebbe bimbi e genitori” , intervista a Annalisa Rosiello, 5 maggio 2020

Il parere della giuslavorista Rosiello "Le donne compiono troppi sacrifici" di  Pubblicato il 05 Maggio 2020

È iniziata la fase 2: per gli italiani è il momento di convivere con il coronavirus, provando a riprendere gradualmente le attività interrotte lo scorso marzo. Il ministro della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, ha annunciato che le scuole riapriranno a settembre, ma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ipotizzato che, in via sperimentale, asili nido e scuole materne potrebbero riprendere le attività già da giugno. Abbiamo chiesto un parere su questa eventualità alla dottoressa Annalisa Rosiello, avvocato giuslavorista.

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Dal Blog Area Pro labour de ilfattoquotidiano.it, curato dallo Studio: Il coronavirus ha incentivato lo smartworking, ma al centro deve restare il benessere della persona, 6 maggio 2020

Di Laura Quarà *

Lo  Smartworking  è stato concepito e normato  nella sua accezione originaria come strumento organizzativo e di conciliazione vita lavoro.

La situazione emergenziale ha portato rapidamente a un’estensione erga omnes di questa modalità di lavoro.

Alcune  realtà che  già  utilizzavano lo strumento,  regolamentavano il suo utilizzo  per alcuni giorni al mese, mentre altre che non lo avevano ancora introdotto hanno dovuto provvedere gioco –forza e in tempo zero al suo utilizzo.

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Donne e lavoro, una strada in salita. Intervista Rete 55 Annalisa Rosiello, 3 maggio 2020

In questa intervista televisiva, andata in onda il 3 maggio 2020 su Rete 55, Annalisa Rosiello affronta le principali tematiche che riguardano donne e lavoro, in relazione anche al momento particolare che stiamo affrontando. Non possiamo infatti dimenticare che il lavoro, insieme alla famiglia e agli affetti, è uno dei pilastri principali per lo sviluppo e per l’espressione del vivere umano. Le donne però sono ancora penalizzate per via delle condizioni che si possono venire a creare per esempio al rientro dalla maternità, a causa delle molestie sessuali, oppure nella conciliazione vita-lavoro che, socialmente e statisticamente, le vede maggiormente coinvolte rispetto ai compagni. Lo smartworking, o più precisamente per quanto riguarda il periodo che stiamo vivendo  il lavoro da remoto, può essere senz’altro una valida misura, ma vanno apportati correttivi e il tutto deve essere inquadrato in misure più ampie di welfare e aiuti.

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Dal Blog Area Pro labour de ilfattoquotidiano.it, curato dallo Studio: Olivetti, 60 anni dopo il lavoro cammina ancora sulle gambe delle persone, 1° maggio 2020

Di Filippo Poletti *

«Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica». Lo diceva Adriano Olivetti, scomparso improvvisamente, 60 anni fa, per un malore che lo colse a bordo del treno partito da Milano e diretto a Losanna. Era sabato 27 febbraio 1960, Carnevale. Era la vigilia della quotazione in Borsa della Olivetti, la fabbrica delle macchine fondata all’inizio del Novecento dal padre Camillo a Ivrea. Vigilia anche dell’acquisizione dell’Underwood Typewriter Company, l’azienda statunitense, ci hanno ricordato Laura Curino e Gabriele Vacis nella pièce teatrale intitolata “Adriano Olivetti, il sogno possibile”.

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