Il lavoratore può criticare il datore di lavoro? Se sì, in che misura?

Una recente sentenza della Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di licenziamento disciplinare di una lavoratrice cui era stato addebitato un “comportamento diffamatorio nei confronti della parte datoriale” per avere sottoscritto un esposto rivolto, tra gli altri, al Ministero del Lavoro. La Corte ha confermato l'illegittimità del licenziamento delineando i confini del diritto di critica.

Nell'esposto, la lavoratrice segnalava che l'azienda aveva indebitamente fatto ricorso a procedure di cassa integrazione e mobilità.
La Corte ha precisato che il diritto di critica deve rispettare il principio di continenza sostanziale (i fatti narrati devono corrispondere a realtà) e formale (l’esposizione dei fatti deve avvenire in modo civile). Ciò posto, è nella natura stessa di tale diritto la possibilità di esprimere le proprie opinioni e interpretazioni dei fatti".

Scarica qui il testo completo della sentenza.

 

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