Rassegna giurisprudenziale 18 ottobre 2017, a cura di Monica Serra

- DANNO DA DEMANSIONAMENTO -

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 4 agosto 2017 n. 19600

In caso di demansionamento, il risarcimento del c.d. danno professionale non è automatico e può essere riconosciuto esclusivamente in presenza di una adeguata allegazione di circostanze di fatto relative alle caratteristiche concrete del bagaglio professionale posseduto, alla possibilità di perdita o deterioramento dello stesso, delle potenzialità occupazionale e di carriera in ipotesi pregiudicate dalla illegittima condotta datoriale (perdita di chances).

- RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO DEL DIRIGENTE -

Corte di Cassazione, sentenza 10 agosto 2017 n. 19974

La minaccia di licenziamento per giusta causa costituisce la prospettazione di un male ingiusto solo quando venga accertata l’inesistenza del diritto del datore di lavoro a procedere al licenziamento; questa ipotesi è stata ritenuta inconfigurabile nel caso di richiesta di annullamento per violenza morale della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro con un dirigente, essendo tale tipologia di rapporto di lavoro soggetto al regime della libera recedibilità.

- INFORTUNI SUL LAVORO -

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 3 agosto 2017 n. 19435

Con una recente sentenza la sezione Lavoro della Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sul delicato tema degli infortuni sul lavoro.

In particolare per la Corte, nel caso in cui il danno di cui si chiede la liquidazione sia determinato da più soggetti - ognuno dei quali ha contribuito con la sua condotta alla causazione dell’evento dannoso - si configura un caso di responsabilità solidale ai sensi dell’art. 1294 cod. civ. fra tutti questi, indipendentemente dal titolo per cui ciascuno è chiamato a risponderne.

Infatti, sia in tema di responsabilità contrattuale che extracontrattuale, se un unico evento danno è ricollegabile eziologicamente a più persone, ai fini della responsabilità solidale è sufficiente che tutte le singole azioni od omissioni abbiano concorso in modo efficiente a produrlo, alla luce dei principi che regolano il nesso di causalità ed il concorso di più cause efficienti nella produzione dei danni da risarcire.

- INIDONEITA’ DEL LAVORATORE -

Tribunale di Ivrea, sezione Lavoro, sentenza 18 settembre 2017 n. 232

Con la sentenza in esame il Tribunale di Ivrea si è pronunciato sul caso di un lavoratore che, erroneamente dichiarato inidoneo alla mansione da parte del Medico Competente, era stato licenziato dal proprio datore di lavoro (che poi ha conciliato la controversia).

Ebbene, posto che a seguito di CTU si accertava la frettolosità e conseguente erroneità del giudizio medico, il Giudice adito ha pronunciato sentenza di condanna generica nei riguardi del Medico Competente per il danno patito dal lavoratore, rimandando a un separato giudizio la relativa quantificazione.

- PROCEDIMENTO DISCIPLINARE -

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 13 settembre 2017 n. 21260

Nel caso in cui, in tema di procedimento disciplinare, il CCNL applicato al rapporto di lavoro imponga al datore di lavoro l’onere di comunicare la sanzione disciplinare, a pena di decadenza, entro un certo termine dalla data di ricezione delle giustificazioni fornite dal lavoratore, il termine deve intendersi rispettato se il datore di lavoro abbia tempestivamente manifestato la volontà di irrogare la sanzione, a nulla rilevando che la dichiarazione recettizia sia portata a conoscenza del lavoratore successivamente alla scadenza del termine.

- LEGGE 104 -

Tribunale di Tempio Pausania, sezione Lavoro, sentenza 19 luglio 2017 n. 380

Secondo il Tribunale di Tempio Pausania, sezione Lavoro, il CCNL Scuola è nullo nella parte in cui non riconosce al fratello/sorella del disabile grave il diritto alla precedenza nei trasferimento ex legge n. 104/1992, anche nel caso in cui i genitori siano vivi ed abili.

 

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