Le nuove tecnologie devono tutelare i lavoratori più fragili. E non pensare solo al profitto. Annalisa Rosiello, ilfattoquotidiano.it, 10 aprile 2019

Attuare la Costituzione significa, tra le altre cose, orientare il lavoro e la ricerca all’utilità sociale, come prevede l’art. 41, secondo comma. Anche con questo proposito i tecnici e le tecnologie possono senz’altro fare del bene ai lavoratori e alle aziende: un’azienda smart, moderna, etica e rispettosa dei diritti e delle esigenze dei lavoratori, più facilmente attrae (e trattiene a sé) le persone talentuose.

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ll “decreto dignità” e le sostituzioni di lavoratori, Cassa Forense News, 29 marzo 2019, di Annalisa Rosiello e Monica Serra

Il d.l. n. 87/2018, meglio noto come “decreto dignità”, è intervenuto sulla regolamentazione dei contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, riducendo il numero di mesi e le possibilità di stipula, rinnovo o proroga, reintroducendo le c.d. causali che ne legittimano il ricorso.

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Rivista degli infortuni e delle malattie professionali - Salute e discriminazioni di lavoratori soggetti a rischi particolari, Annalisa Rosiello, marzo 2019

Con questo contributo si intende fornire qualche spunto di riflessione sulla corrispondenza tra gruppi di lavoratori esposti a specifici rischi per la salute (età, differenze di genere, provenienza da altri paesi, ecc.) e gruppi soggetti a rischio discriminazioni. Proteggendo in maniera adeguata e peculiare la salute di questi gruppi di lavoratori, il datore di lavoro può innescare un circolo virtuoso a beneficio sia degli stessi lavoratori - che sono con ciò salvaguardati anche negli altri diritti fondamentali (in primis la dignità) - sia dell’organizzazione e della collettività.

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Tutto quello che c’è da sapere sullo smartworking (soprattutto per le categorie a rischio) - Annalisa Rosiello, ilfattoquotidiano.it, 27 febbraio 2019

Quando oggi si parla di nuove forme e modalità lavoro, spesso non può prescindersi dal parlare di nuove tecnologie, e in particolare di tecnologie digitali: piattaforme che sostituiscono il datore di lavoro, algoritmi che esercitano il potere direttivo, strumentazione sempre più sofisticata. Tutti questi sono fattori di innovazione che lasciano a volte spiazzati  gli  interpreti (si pensi al caso dei fattorini di Foodora deciso recentemente a Torino), dato che la normativa spesso non è al passo con evoluzioni cosi rapide.

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Rider, ancora nessuna legge chiara. Nemmeno oltre confine. Alessandra Maino, Il Fatto Quotidiano, 13 febbraio 2019

Negli ultimi mesi abbiamo sentito parlare quotidianamente di gig workers, più precisamente dei c.d riders e di come debbano essere inquadrati e tutelati.

Nell’attesa di un eventuale intervento legislativo, alcuni ciclo-fattorini hanno promosso ricorso, rispettivamente a Milano e Torino, rivendicando la natura subordinata del rapporto di lavoro.

In primo grado l’esito del giudizio è stato in entrambi i fori negativo. Alcuni giorni fa, invece, la Corte di Appello di Torino ha parzialmente riformato la sentenza del Tribunale, stabilendo che i riders debbano considerarsi “lavoratori autonomi”, cui si applicano alcune tutele del lavoro subordinato ex art. 2 Dlgs 81/2015.

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