Salute e discriminazioni di lavoratori soggetti a rischi particolari, Annalisa Rosiello, marzo 2019

Con questo articolo si intende fornire agli interpreti e agli operatori qualche spunto di riflessione sulla corrispondenza tra gruppi di lavoratori esposti a specifici rischi per la salute (età, differenze di genere, provenienza da altri paesi, ecc.) e gruppi soggetti a rischio discriminazioni. Proteggendo in maniera adeguata e peculiare la salute di questi gruppi di lavoratori, il datore di lavoro può innescare un circolo virtuoso a beneficio sia degli stessi lavoratori - che sono con ciò salvaguardati anche negli altri diritti fondamentali (in primis la dignità) - sia dell’organizzazione e della collettività.

In caso contrario potrebbero determinarsi conseguenze risarcitorie (al verificarsi di eventi lesivi della salute) e la condotta del datore di lavoro potrebbe anche configurarsi come discriminatoria; questo dal momento che situazioni sensibilmente diverse, che per legittime finalità andrebbero necessariamente e per legge trattate in maniera differente, vengono ingiustificatamente omologate a tutte le altre, creando talvolta il terreno fertile per discriminazioni, azioni moleste e pressioni nei riguardi di lavoratori e lavoratrici appartenenti ai gruppi in esame.

Questo articolo (in Riv. it. inf. e mal. prof.) enuncia e fornisce aggiornamenti sulla teoria e le tesi riportate in A. Rosiello,  La sottile linea di confine tra violazione della normativa in materia di sicurezza e discriminazione quando si è in presenza di gruppi di lavoratori soggetti a rischi particolari, in Eguaglianza e divieti di discriminazione nell’era del diritto del lavoro derogabile, a cura di O. Bonardi.

 

Torna

Persone e Famiglia

Consumatori

Lavoro