Novità giurisprudenziali 9 gennaio 2019, a cura di Monica Serra.

- LICENZIAMENTO BASATO SU FATTI GIA’ CONTESTATI -

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 23 ottobre 2018 n. 26815

La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi su un caso di “doppio licenziamento” e, in particolare, pone l’accento sulle conseguenze della contestazione della condotta complessiva e dei singoli fatti di quella condotta.

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Novità giurisprudenziali 19 dicembre 2018, a cura di Monica Serra.

- PERIODO DI COMPORTO E FERIE -

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 29 ottobre 2018 n. 27392

Il lavoratore che stia fruendo di un periodo di malattia ha la facoltà di sostituire alla malattia le ferie maturate e non godute per poter sospendere il decorso del periodo di comporto e, quindi, impedire il licenziamento.

 

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Novità giurisprudenziali 28 novembre 2018, a cura di Monica Serra.

- NULLITA’ DEL LICENZIAMENTO A CAUSA DI MATRIMONIO -

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 12 novembre 2018 n. 28926

Secondo la Corte di Cassazione è nullo, a causa di matrimonio, solo il licenziamento intimato nei confronti della lavoratrice, e non anche quello intimato ad un uomo nel medesimo periodo.

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Novità giurisprudenziali 21 novembre 2018, a cura di Monica Serra.

- LAVORO CARCERARIO – DETERMINAZIONE DELLA MERCEDE -

Tribunale di Firenze, sezione Lavoro, sentenza 5 aprile 2018

Il Tribunale di Firenze, con la sentenza segnalata, conferma l’orientamento già espresso da diversi Tribunali - in particolare Roma -, affermando che il detenuto che presta la propria attività lavorativa alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria – all’interno della struttura carceraria in cui è detenuto - ha diritto all’adeguamento della retribuzione di cui all’art. 22 l. 354/1975 (ordinamento penitenziario).

 

 

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Novità giurisprudenziali 14 novembre 2018, a cura di Monica Serra.

- LICENZIAMENTO DISCRIMINATORIO – ONERE DELLA PROVA -

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 27 settembre 2018 n. 23338

Con questa pronuncia la Corte di Cassazione conferma l’orientamento per cui, laddove il lavoratore deduca la discriminatorietà della condotta datoriale, è suo onere allegare le circostanze di fatto dalle quali si possa desumere, per inferenza, che la discriminazione ha avuto luogo; di contro, spetta al datore di lavoro dimostrare l’insussistenza della discriminazione stessa.

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