Rassegna giurisprudenziale 21 gennaio 2019, a cura di Monica Serra

- LICENZIAMENTO RITORSIVO -

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 19 novembre 2018 n. 29764

Si dice ritorsivo il licenziamento comminato come ingiusta e arbitraria reazione a un comportamento legittimo tenuto dal lavoratore o da una persona ad esso collegata.

Tale licenziamento deve dirsi nullo nel caso in cui il motivo ritorsivo sia stato il solo a determinare la volontà datoriale di recedere dal rapporto di lavoro e il lavoratore abbia fornito prova di ciò, anche mediante presunzione.

Tribunale di Bologna, sezione Lavoro, sentenza 29 ottobre 2018, est. Giud. Palladino[1]

In caso di licenziamento per giusta causa, una volta appurata la giustificatezza del licenziamento rispetto alla causale contestata al lavoratore, è irrilevante qualsiasi indagine sulla ritorsività del recesso, posto che questo – ai fini del suo annullamento – deve essere esclusivo e determinante.

Tribunale di Milano, sezione Lavoro, ordinanza 31 dicembre 2018, est. De Carlo

E’ stato ritenuto ritorsivo il licenziamento di un tecnico che svolgeva interventi di riparazione per conto di una società di telecomunicazione che, poco antecedentemente, aveva fatto causa all’azienda. La società aveva disposto, tramite agenzia investigativa, un assiduo pedinamento e registrato anomalie negli orari degli accessi. Secondo il Giudice la ritorsività è, nel caso di specie, proprio il motivo unico determinante di procedere al controllo investigativo sull'attività del ricorrente, che le aveva fatto causa proprio in concomitanza con tale iniziativa. Tale circostanza determina l'illiceità del controllo investigativo stesso, in quanto disposto per motivi ritorsivi, con la conseguente inapplicabilità nel caso di specie dei principi elaborati dalla giurisprudenza in tema di legittimità dei controlli a mezzo agenzie private di investigazione. Questa illiceità a monte determina l’inutilizzabilità, a valle, delle prove acquisite dalla società a mezzo investigazioni, non potendo l’esito di queste ultime, risoltosi in un controllo vietato sull’attività del lavoratore, essere utilizzate nei confronti di quest’ultimo, a prescindere dall’esito del controllo.

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Novità giurisprudenziali 16 gennaio 2019, a cura di Monica Serra.

- CASO FOODORA -

Corte di Appello di Torino, sezione Lavoro, sentenza 11 gennaio 2019 n. 26

In riforma della prima sentenza resa sul caso dei “riders” di Foodora (Tribunale di Torino, sezione Lavoro, sentenza 7 maggio 2018 n. 778) la Corte di Appello di Torino ha chiarito che la posizione lavorativa dei fattorini è equiparabile, ai fini retributivi, a quella dei lavoratori subordinati, perché il loro rapporto di lavoro è assimilabile a una collaborazione etero-organizzata.

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Novità giurisprudenziali 9 gennaio 2019, a cura di Monica Serra.

- LICENZIAMENTO BASATO SU FATTI GIA’ CONTESTATI -

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 23 ottobre 2018 n. 26815

La Corte di Cassazione torna a pronunciarsi su un caso di “doppio licenziamento” e, in particolare, pone l’accento sulle conseguenze della contestazione della condotta complessiva e dei singoli fatti di quella condotta.

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Novità giurisprudenziali 19 dicembre 2018, a cura di Monica Serra.

- PERIODO DI COMPORTO E FERIE -

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 29 ottobre 2018 n. 27392

Il lavoratore che stia fruendo di un periodo di malattia ha la facoltà di sostituire alla malattia le ferie maturate e non godute per poter sospendere il decorso del periodo di comporto e, quindi, impedire il licenziamento.

 

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Novità giurisprudenziali 28 novembre 2018, a cura di Monica Serra.

- NULLITA’ DEL LICENZIAMENTO A CAUSA DI MATRIMONIO -

Corte di Cassazione, sezione Lavoro, sentenza 12 novembre 2018 n. 28926

Secondo la Corte di Cassazione è nullo, a causa di matrimonio, solo il licenziamento intimato nei confronti della lavoratrice, e non anche quello intimato ad un uomo nel medesimo periodo.

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