Mobbing, discriminazioni e altre forme di conflitto sul luogo di lavoro

di Orsola Razzolini e Chiara Vannoni, novembre 2011

Indice - Sommario

  • Introduzione: la tutela della persona del lavoratore nei luoghi di lavoro.
  • Demansionamento, mobbing, straining e comitato unico di garanzia.
  • Discriminazioni.
  • Molestie morali e sessuali e stalking occupazionale.

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Lavoratrici madri. Il recente favor del Ministero sui patti in dequalifica. Rilievi critici

Annalisa Rosiello, Avvocato Giuslavorista in Milano, novembre 2011

Premessa. L'interpello e la risposta della Direzione Generale del Ministero

Il consiglio dell'Ordine dei Consulenti del lavoro ha avanzato una richiesta di interpello per conoscere il parere della Direzione Generale del Ministero del lavoro in merito alla possibilità di considerare legittimo l'accordo intercorso tra la lavoratrice madre entro l'anno di età del bambino e il proprio datore di lavoro, avente ad oggetto l'assegnazione a mansioni inferiori con eventuale decurtazione della retribuzione; tale accordo, secondo l'Ordine interpellante, è volto alla salvaguardia dell'interesse prevalente alla conservazione del posto di lavoro, e troverebbe la propria ratio giustificatrice nell'oggettiva impossibilità di assegnare la lavoratrice alle mansioni da ultimo svolte, ovvero a mansioni equivalenti, a causa della soppressione della funzione o reparto cui la stessa era adibita anteriormente all'astensione.

La Direzione Generale del Ministero del lavoro, dopo un breve ragionamento sulle linee giurisprudenziali in tema di ammissibilità dell'accordo in dequalifica laddove l'alternativa sia il licenziamento, afferma: “in linea con il richiamato orientamento giurisprudenziale, sembra potersi considerare lecito il patto di demansionamento sottoscritto tra il datore e lavororatrice madre, rientrante in servizio in epoca antecedente al compimento di un anno di età del bambino. In tal caso” prosegue la D.G., “occorre tuttavia verificare che il contesto aziendale sia tale che, per fondate e comprovabili esigenze tecniche, organizzative e produttive o di riduzione di costi, non sussistano alternative diverse per garantire la conservazione del posto di lavoro e per consentire aliunde l'esercizio delle mansioni. Non appare invece lecito, finché dura il periodo in cui vice il divieto di licenziamento, che dalla soluzione innanzi prospettata consegua anche la decurtazione della retribuzione, in quanto tale soluzione appare in contrasto con la finalità della norma che comunque preclude il recesso datoriale anche nell'ipotesi di soppressione del posto di lavoro (a meno che non si verifichi la cessazione dell'attività dell'azienda)”.

Per un commento alla risposta menzionata v. anche Olivetta, Lecito il demansionamento per “extrema ratio” della lavoratrice madre, in Pianeta Lavoro e Tributi, n. 19/2011.

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Equivalenza delle mansioni e demansionamento: la giurisprudenza recente

Chiara Vannoni - Avvocato Giuslavorista in Milano, ottobre 2011

Nel diritto del lavoro - e segnatamente, nello svolgimento concreto del rapporto lavorativo - il tema delle mansioni, dei limiti e dei contenuti delle stesse ha certamente portata centrale ed è fonte e motivo di analisi ed interpretazione giurisprudenziale, soprattutto con riferimento a fattispecie concrete per così dire patologiche, ossia nei casi in cui una delle parti del rapporto - generalmente, il lavoratore - lamenta un inadempimento rispetto all’obbligo contrattuale che incombe sul datore di lavoro.
In dottrina e giurisprudenza è pertanto ricca l’analisi che ruota intorno al concetto di “equivalenza delle mansioni” e, pertanto, sui limiti dello jus variandi in capo al datore di lavoro (che porta poi a definire il “demansionamento”).

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Demansionamento lavoratrici madri

Spett.le
Camera del lavoro di Milano
Centro Donna Corso di Porta Vittoria n° 43 20122 MILANO
Milano, 12 ottobre 2011


Oggetto: Vostra richiesta di parere sulla legittimità del demansionamento delle lavoratrici madri come affermata dalla Direzione Generale del Ministero del lavoro con risposta ad interpello 21-9-2011, n.39

 

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L'assistenza Giuridica del Centro Mobbing CGIL – Milano

Bucarest, Romania, 15 giugno 2011
Relazione di Annalisa Rosiello


Chi siamo?

La Camera del lavoro di Milano, attraverso il Centro Mobbing ed anche il Centro Donna presenti al proprio interno, offre consulenza e assistenza legale alle vittime di mobbing e delle altre disfunzioni e derive lavorative da molti anni.
La CDLM si avvale di professionalità specializzate e sensibili ai temi trattati: funzionari esperti nella lettura dei casi, uno studio giuslavorista specializzato in mobbing, discriminazioni e derive lavorative; uno studio penalista specializzato nell'assistenza alle vittime di reato (le denunce penali vengono presentate molto frequentemente nei casi di mobbing, molestie sessuali e stalking occupazionale).
La CDLM si avvale anche della competenza di una psicologa ed è in rete con strutture specializzate nelle diagnosi, nella cura e nella determinazione dei danni legati alle patologie derivate dal mobbing e dalle altre conflittualità lavorative.

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