Il benessere in azienda: Nuovi ambiti e nuove metodologie di intervento dello psicologo nella prevenzione e cura delle disfunzioni organizzative

di Annalisa Rosiello , aprile 2011

Premessa

La vittima di disfunzioni organizzative e derive delle relazioni di lavoro può incorrere in serie difficoltà a livello esistenziale ed arrivare a disturbi di adattamento e/o patologie di tipo cronico. Tali fenomeni, oltre ad essere dannosi per l'individuo che li vive, arrecano un danno all'azienda, alla famiglia, alla collettività intera (costi clinici, costi degli istituti previdenziali). 

È quindi sin d’ora importante sottolineare l'importanza della diffusione di una cultura improntata al benessere delle persone che lavorano ed alla prevenzione delle disfunzioni e derive del lavoro, attraverso l'utilizzo di tutti gli strumenti possibili, interni ma anche esterni all'azienda (così come previsto dall'art. 31 TU (“il datore di lavoro può avvalersi di persone esterne alla azienda in possesso delle conoscenze professionali necessarie, per integrare, ove occorra, l’azione di prevenzione e protezione del servizio”). 

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Le collaborazioni coordinate e continuative prive di specifico progetto: conseguenze sul rapporto

di Orsola Razzolini e Annalisa Rosiello, febbraio 2011

L'orientamento della presunzione relativa

Per un primo orientamento, inaugurato dalla sentenza del Tribunale di Torino del 5 aprile 2005, la norma in parola introdurrebbe una presunzione di subordinazione di carattere solo relativo. Questa soluzione interpretativa si fonda sull’argomento per cui attribuire all’art. 69, comma 1, il significato di presunzione assoluta si porrebbe in insanabile contrasto con il cosiddetto principio dell’indisponibilità del tipo della subordinazione, affermato dalla Corte Costituzionale.

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Dirigenti e disfunzionalità, demansionamento (straining) e mobbing

Avvocati e psicologi per il benessere al lavoro
Studio legale e psicologico
di Annalisa Rosiello e Roberto Bonanomi

Dirigenti e disfunzionalità demansionamento (straining) e mobbing

Il dirigente come responsabile e come “vittima” aspetti legali e psicologici

Le valutazioni dei danni subiti

Aldai, 20 settembre 2010

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Le molestie sessuali sul luogo di lavoro in alcune recenti pronunce della magistratura del lavoro di Milano

di Annalisa Rosiello e Chiara Vannoni, luglio 2010

Premessa e fonti normative

I dirigenti normalmente assu- mono nell’ambito dell’azienda la duplice veste da un lato di sog- getti responsabili della salute e della sicurezza degli altri dipendenti e dall’altro di soggetti beneficiari, come tutti gli altri lavoratori subordinati, della tutela preventiva ed eventualmente ripristinatoria/risarcitoria (nel caso in cui l’azienda violi la nor- mativa di legge in tema di salute e sicurezza).

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Il licenziamento del dirigente. Cause di giustificazione

Premessa
L’articolo 2095 c.c. distingue i prestatori di lavoro subordinato in quattro categorie: dirigenti, quadri, impiegati ed operai. Tale norma non ha tuttavia contenuto definitorio ed è alla legislazione speciale che, in via diretta o indiretta, deve farsi riferimento per qualificare la figura dirigenziale (e le altre figure professionali). Generalmente si tratta di qualificazione in negativo, basata sulla non applicazione a tale figura professionale di discipline specifiche del rapporto di tutti gli altri lavoratori subordinati. Tra queste, ad esempio, la disciplina in materia di orario, riposi e, per quel che qui ci interessa, la tutela contro i licenziamenti.

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Persone e Famiglia

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