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Se il datore di lavoro mantiene un ambiente stressante deve risarcire il danno: bisogna guardare oltre il mobbing, 21 gennaio 2026, di Flavia Morena

22.01.2026 | News

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La dimensione organizzativa dell’impresa rappresenta ormai un elemento imprescindibile tra quelli che il giudice di merito deve considerare qualora il lavoratore lamenti un danno.

Il benessere all’interno dei luoghi di lavoro costituisce un obiettivo da perseguire e il protrarsi di situazioni stressanti, in quanto potenzialmente nocive per la salute psico-fisica dell’individuo, deve essere evitato. In tal senso si esprime l’art. 28, t.u. n. 81 del 2008 che difatti annovera lo stress lavoro-correlato tra i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori. La Corte di Cassazione, con la recente sentenza n. 31367 del 2025, ribadisce l’ormai consolidato orientamento di legittimità secondo cui, a prescindere delle nozioni medico-legali di mobbing e di straining, è in ogni caso configurabile una responsabilità del datore di lavoro ogniqualvolta tolleri, anche colposamente, il mantenimento di situazioni stressogene ovvero contribuisca a realizzarle.

V. qui l’articolo completo sul blog area pro labour de ilfattoquotidiano.it

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