Lede la dignità del lavoratore dover tenere in vista sulla propria postazione medicinali, assorbenti, dispositivi medici, di Maria Elena Iafolla 30 dicembre 2020

Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato un’istruttoria, su segnalazione di un’associazione sindacale, per la verifica delle misure organizzative attuate da una società di call center; al fine di garantire la sicurezza delle informazioni trattate per conto dei clienti, la società ha introdotto infatti, nel 2019, un regolamento con il quale vietava ai dipendenti di portare alla propria postazione borse, telefoni cellulari, dispositivi elettronici, ma anche astucci o piccoli contenitori, in modo che dati e conversazioni non potessero essere registrati di nascosto.

I lavoratori erano, così, tenuti ad esporre sulle scrivanie medicinali, presidi e dispositivi medici, assorbenti, senza che vi fosse la possibilità di sottrarli alla vista di colleghi e superiori. In questo modo, chiunque poteva apprendere indirettamente situazioni personali o informazioni relative allo stato di salute, del tutto estranee al contenuto della prestazione lavorativa e lesive della dignità e riservatezza del dipendente.

L’Autorità Garante ha dichiarato illecito il trattamento e ingiunto alla società il pagamento di una sanzione pecuniaria pari a 20mila euro, ordinando parallelamente l’adozione di misure correttive per il rispetto della normativa privacy/GDPR.

L’ordinanza integrale è reperibile a questo link: https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/9509515

 

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